• Silvia Santorsa

BIFOBIA PORTAMI VIA / Davvero non possiamo stare con una persona bisessuale?

Facciamo un appello alla cosiddetta “generazione Z”: ma chi non ha amato o odiato la serie tv Glee? Se siete nat* a ridosso degli anni Duemila, è quasi impossibile che non siate incappat* almeno una volta in un episodio di questa serie dalla comicità surreale e dall’incontestabile capacità di suscitare un variegato spettro di emozioni e sentimenti, grazie anche alle innumerevoli situazioni rappresentate nei singoli episodi. Nella mia mente sono stampati i vari pomeriggi in cui, con i miei amichetti d’infanzia, mi divertivo a ballare e cantare sulle cover di questo gruppo di ragazzi liceali in cui, cambiando personaggio di volta in volta, mi immedesimavo per le problematiche affrontate oppure per i sentimenti provati, nonché per le ambizioni nutrite. Devo riconoscere, tuttavia, che durante il pesante lockdown del 2020, nella mia incontrollabile assuefazione a Netflix, riguardando la serie tv, mi sono sentita costretta a rivalutarla, perché, a mio modestissimo avviso, spesso troppo ridondante e stereotipata nei personaggi. Nonostante ciò, Glee è sempre riuscito a strapparmi risate con la sua irriverenza, che spesso rasenta il demenziale, e mi ha sempre suscitato commozione e batticuore. Una scena che si è incisa nella mia memoria emotiva è pervasa da una canzone che Santana Lopez (interpretata da Naya Rivera) dedica a Brittany Pierce (Heather Morris), con la collaborazione della professoressa Holly Holliday (la guest star Gwyneth Paltrow): le tre cantano Landslide di Fleetwood Mac. È un gioco di sguardi magistralmente costruito: le due ragazze, separate dalla professoressa Holliday, si rivolgono occhiate sommesse e ritrose, mentre il professore Will Schuester (Matthew Morrison) le guarda profondamente orgoglioso. Una scena sentimentale tra le più toccanti per la tv che abbia mai visto. L’episodio si conclude con Santana che dichiara il proprio amore a Brittany, rifuggendo gli uomini, mentre Brittany afferma di essere innamorata del suo ragazzo. Credo sia stata la prima volta in cui abbia visto un personaggio dichiararsi bisessuale.

Mi sembra inopportuno analizzare le discriminazioni che sommergono ogni giorno i bisessual*, piuttosto mi soffermerei a sottolineare come il dichiararsi bisessual*, nella maggior parte dei casi, comporti una gran difficoltà nel districarsi tra i pregiudizi del proprio partner. E quindi ripetiamo: no, essere bisessual* non significa essere confus* e no, quando ci si innamora di una persona, non si sceglie e non si cambia orientamento sessuale. L’orientamento sessuale continua a essere “bi”, quello che “muta” è il comportamento sessuale. Ma poi impariamo ad amare la nostra persona speciale anche per il suo orientamento e cerchiamo di svincolarci dai preconcetti dogmatici e rivelati della cultura bifoba che spopola più di quella omofoba.



Di Silvia Santorsa

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