• Benedetta Marinelli

TROPPO BUON*


Il lato oscuro del* crocerossin*


C’era una volta Wendy, una ragazzina bionda e dalle guance rosse. I genitori sono spesso assenti e ben presto i suoi bambolotti diventano i suoi fratellini in carne e ossa. La dolce Wendy gioca a fare la mamma e si diverte parecchio; trova molto piacevole quando i più piccoli nel vederla fanno i bravi e, quando un adulto le dice: “Che bambina matura!”, fa una piroetta di gioia.

Wendy ha 12 anni: a scuola è la più brava della classe e i compagni contano su di lei per i compiti che passa volentieri… che bello quando tutti prendono bei voti! Wendy ha 16 anni: il sabato sera i suoi coetanei si sballano, ma lei preferisce fare volontariato, mettersi al servizio del prossimo. Alterna Caritas e catechismo, le piace l’idea di un amore che si sa mettere in croce e quanto è bello restare a parlare fino alle quattro di notte con quel ragazzetto di periferia per provare ad aiutarlo!


Wendy ha 19 anni: da due anni ha un fidanzato dal carattere difficile. Si chiama Peter e ha l’età mentale di un bambino. È più grande di lei, ma non sa ancora cosa fare della sua vita… a volte è triste e arrabbiato, a volte troppo estroverso. Wendy sta cercando in tutti i modi a fargli iniziare un percorso psicologico e segue con pazienza le onde del suo umore. Che fastidio quella ex con cui la paragona sempre! Quella Trilli sembra proprio non volerlo lasciare andare, ma Peter insiste sulla loro amicizia innocente e allora Wendy – che crede in lui – prova a esserle amica.

Che fatica destreggiarsi tra un esame, gli scout e Peter… però che bello sentirsi utile, anche a prezzo di qualche tic nervoso!


Wendy ha 27 anni: ha scoperto Peter e Trilli che scopavano nel letto del suo monolocale. Prima di rompere con il suo ragazzo, gli ha trovato un lavoro per non rovinarlo! Gentilmente declina gli inviti delle sue amiche a prendersi cura di lei, a ogni “come stai?” sovrappone automaticamente un “e tu?”. Trova conforto nelle colleghe, alle quali vuole così tanto bene da coprire volentieri ogni loro assenza. Che bello permettere a qualcuno di godersi di più la famiglia!


Wendy ha 30 anni: ha cucinato millecinquecento muffin per il mercatino di beneficenza e, per farli, non ha dormito per quasi quattro giorni. Si è vestita da befana e ha consegnato caramelle a tutti i bambini del quartiere! Peter è tornato… poverino, ha preso il vizio del gioco, ma lo aiuterà lei!


Wendy ha 45 anni: è riuscita a portare Peter a un centro di recupero, ma dopo una settimana è andata a riprenderlo per fornirgli cure migliori, le sue. Lui ha cercato di tornarvi e farsi seguire da specialisti, ma alla fine si è arreso al petto morbido di Wendy e alle sue braccia pronte a tutto, anche a vendere i gioielli di famiglia agli scagnozzi che gli stanno alle calcagna da mesi.


Wendy ha 50 anni: è stata arrestata ieri per occultamento di cadavere. Ha affermato di fronte ai giudici di averlo fatto per venire incontro all’amore della sua vita, di non avere avuto scelta. Ma nessuno le ha detto “brava” questa volta.



Se non conosci un* sotton*, l* sotton* sei tu


Tempi duri per i romantici!

In quei postacci che sono le relazioni umane bisogna guardarsi bene dai brutti ceffi: i Narcisisti stanno ordendo un definitivo colpo di Stato contro il governo democristiano dell’Amore sofferto, quello di @amoreadistanzaofficial, quello delle farfalle, dei lividi, ecc. I Buoni, che sembravano pronti a tutto per il bene superiore, si sono rivelati assetati di approvazione e gratificazione, crocerossini simili più a Elle Driver di Kill Bill che alle novizie delle guerre mondiali.

Con la tensione alle stelle e l’intero mondo che guarda con apprensione a questi fatti, ci si chiede: “L’amore ci estinguerà?”. Sì, se il cambiamento climatico non ci batte sul tempo, ma c’è una speranza: la consapevolezza. Viene automatico considerare i Narcisisti gli antagonisti di turno: egoisti, manipolatori e spudorati, sono i nemici numero uno dei Crocerossini ingenui, altruisti… insomma, troppo buoni e disposti a tutto per amore.

Ma se non fosse così?


Lasciamo il sacrificio gratuito ai santi e chiediamoci, qualora siamo o siamo stati “troppo buoni”, il motivo profondo di quel “sì” che non riusciamo a non dire. Il confine tra il sano altruismo e la sindrome di Wendy è ciò che provoca l’impulso ad aiutare l’altro: la compassione sincera oppure la paura.


Tale denominazione alternativa per indicare la sindrome da crocerossina nasce dalla favola di Peter Pan, scritta da J. M. Barrie: Wendy Darling è una bambina di 10 anni che viene fatta crescere troppo in fretta dalla famiglia e spinta a prendersi cura dei suoi fratelli. Tende una mano anche a Peter Pan, conservando la sua ombra e ricucendola, e lo segue sull’Isola Che Non C’è, diventando la mamma dei bimbi sperduti. La ragazza non si lamenta del suo ruolo da adulta perché è lei a offrirsi come tale e ciò la rende felice.


Come lei, i crocerossini tendono ad accudire, proteggere, soddisfare e gratificare l’altro, andando soprattutto a scapito del proprio benessere. L’atteggiamento è materno, a tratti soffocante. Il bisogno costante di sentirsi indispensabile cela insicurezze profonde, recondite, per cui la validazione di sé avviene solo per ciò che si fa per l’altro, non per ciò che si è. Smettere di dare equivale a essere inutili, l’amore si guadagna con sacrificio e sudore, e la gioia altrui è l’unica prova.

Ci si abbaglia, così, solo di gratificazione riflessa, mai diretta al proprio benessere. Qualora il partner riesca ad affrancarsi e a “farcela da solo”, l* crocerossin* sentirà di non avere più uno scopo nella vita. Dunque, si innesca il meccanismo tossico della co-dipendenza emotiva, alimentata fondamentalmente dalla paura del* Wendy di essere abbandonat*, di ottenere con le azioni un amore di cui non si sente mai davvero meritevole.


Sei un filo d’erba

«Ho pensato che c'era qualcosa di incredibilmente rasserenante nell'essere un filo d’erba, che non faceva la differenza per nessuno e non c'aveva la responsabilità per tutti i mali del mondo.»


- Zerocalcare, Strappare lungo i bordi


Tra l’altruismo e la sua degenerazione ci sono infinite sfumature. Se ti è capitato di sentirti come Wendy… beh, siamo con te: spesso la sindrome da crocerossina è l’altro lato della medaglia di una spiccata maturità. Capita nella vita di dover crescere più velocemente del normale, capita che i ruoli di genitori e figli si mescolino, che responsabilità immense gravino su dorsi fragili. Capita, così, di imparare a dormire sulle spine e di non sapersi godere un materasso morbido, di portare sulle spalle il peso del mondo per paura che ci crolli addosso. E quando ci rendiamo conto che quest’ultimo si regge benissimo senza di noi, allora ci sembra di non avere più consistenza, di perderci in un’esistenza senza gravità, fluttuando via.


Ma addossarsi i problemi di qualcun altro non alleggerirà il loro carico, non ci darà spessore, non ci terrà ancorati a uno scopo, bensì ci renderà solo più curvi, più lenti, sempre meno noi. Pensiamoci come fili d’erba, agganciati ognuno alle proprie radici che nel profondo si intersecano con le altre senza secondi fini; saldi su noi stessi e accarezzati dal vento, che tendiamo al sole con la nostra velocità ed esistiamo non per fare qualcosa, ma semplicemente per esserci.



Di Benedetta Marinelli

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