• Ludovico Anniballi

UN MARE DI CLICHÈ / Falsi miti e frasi fatte sulla stagione più amata/odiata di sempre

L’estate è una stagione divisiva e, come tutto ciò che non conosce mezze misure, o la si ama o la si odia. Una cosa è certa: difficilmente passa inosservata. Dal 21 giugno al 23 settembre sembra proprio che il tempo si fermi. Il caldo sfuma i contorni di una quotidianità placida che si trascina fra salsedine, zampironi e tramonti sul mare. Seppur ordinari e apparentemente insignificanti, sono questi i momenti che scandiscono le giornate in tappe fisse, i dettagli in cui è racchiuso il segreto di una stagione magica, che mai perderà il potere di affascinarci con le sue atmosfere da sogno.



Quando si parla di estate sembra che tutti abbiano qualcosa da dire: una volta ho addirittura letto da qualche parte che è “il periodo dell’anno in cui la musica canta se stessa”. Considerata la quantità di tormentoni estivi che puntualmente ci affliggono, questa frase potrebbe avere un suo fondo di verità. Che ci piaccia o no, bisogna riconoscere che su questa stagione se ne sentono proprio di ogni tipo, ma alcune frasi ricorrono più spesso di altre, dei veri e propri evergreen che è impossibile non sentire riproposti almeno una volta durante questi caldi mesi. Vediamo insieme e tentiamo, laddove possibile, di sfatare alcuni dei luoghi comuni più popolari “sotto l’ombrellone”.



“La lametta indurisce i peli e ne fa crescere di più”

Ogni anno a giugno per milioni di donne e uomini viene ufficialmente dichiarata aperta la stagione della caccia al pelo superfluo. Fra i metodi di depilazione più utilizzati, in virtù della sua praticità, c’è proprio lei: la temutissima lametta, terrore delle estetiste. In realtà i vari dubbi e perplessità sull’utilizzo di questo strumento sono del tutto infondati: negli anni diversi studi hanno confermato che radere i peli non li rende più forti. La durezza che si percepisce al tatto è dovuta alla direzione del taglio e all’angolatura delle lame. Paradossalmente la ceretta, che agisce direttamente sul follicolo pilifero, ha più probabilità di causare un effettivo infoltimento.




“Il mare mette fame”

L’elevata concentrazione di iodio presente nell’aria salmastra comporta una maggiore attivazione metabolica, in grado di stimolare un certo appetito. Date pure la colpa alla piacevole brezza la prossima volta che in spiaggia, per placare quel leggero languorino, divorerete mezza parmigiana, cinque fettine panate e altrettanti gelati.


“Se sei già abbronzat*, la crema non serve!”

La tintarella potrà tutt’al più diminuire il rischio di scottature, ma non vi proteggerà dai danni causati da un’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti. Nel dubbio, quando si parla di protezione solare, è sempre meglio abbondare.




“Non fare il bagno dopo mangiato!”

Quali licenze sono concesse a questo divieto categorico? La famosa regola delle tre ore è una vera e propria istituzione nostrana, ma anche in questo caso occorre un po' di buon senso: per ridurre il rischio di congestione basterebbe rispettare i tempi di digestione, che ovviamente variano a seconda del cibo che è stato ingerito (da un minimo di 20 minuti per la frutta, a un massimo di 5 ore per maiale e formaggi stagionati).


Giunti alla conclusione dopo questa scorpacciata di cliché, godetevi questa frase originalissima, che non vi farà assolutamente venire voglia di tornare al più presto a temperature al di sotto dello zero: “L’estate è come un giro di giostra, non vedi l’ora di scendere solo per poterci risalire”.


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